I "Concerti interattivi"di Enrico Cheli
Suoni, Canti e Musiche per la Meditazione e l'Armonia Interiore
Si tratta di un genere di concerti molto diverso da quelli abituali:
In primo luogo, il pubblico non si limita ad ascoltare passivamente la musica, ma compartecipa in modo attivo e consapevole a creare l'esperienza sonora. Li ho chiamati "concerti interattivi" proprio perché le persone interagiscono con i suoni, ad esempio con una tecnica di respirazione e visualizzazione che stimola la sensibilità ricettiva, oppure producendo dei suoni interiori che risuonano con quelli esteriori, o ancora cantando apertamente e facendo coro ai mantra e ai canti sacri intonati dal conduttore. Mantra e canti di facilissimo apprendimento, che chiunque può imparare sul momento solo imitando la voce guida del conduttore.

Inoltre, in questi concerti la musica e la voce non hanno uno scopo meramente estetico o di intrattenimento ma vengono usate per stimolare gli ascoltatori ad entrare in uno spazio elevato di coscienza, a più diretto contatto col proprio sentire interiore.
In molte culture e tradizioni del passato e specialmente in oriente, questo era lo scopo principale della musica, che era considerata l'arte sacra per eccellenza.
Da qualche anno è stato riscoperto anche in occidente che determinati suoni possono elevare lo stato di coscienza e anche favorire i processi di rilassamento, armonizzazione e guarigione, specie se ascoltati con un atteggiamento di meditazione.


ARMONIE INTERIORI

Il concerto si impernia essenzialmente su tre "ingredienti": Le Campane tibetane, i mantra e il canto degli armonici.

Le campane tibetane,dalla semplice forma di ciotole, sono in realtà strumenti assai sofisticati, composti di una lega di 7 metalli che produce sonorità assai rotonde e ricche di armonici poiché ogni metallo vibra ad una diversa lunghezza d'onda; esse favoriscono meglio di ogni altro strumento l'ingresso in uno stato di rilassamento e di meditazione.

Mantra in sanscrito significa pensiero che libera e protegge. e nella tradizione orientale ne troviamo migliaia, alcuni costituiti da singole parole - ad es. OM - ed altri da brevi frasi - come il celeberrimo "om mani padme hum". Ciascuno di questi mantra ha un preciso significato in lingua sanscrita, tuttavia non è il significato l'elemento più importante di un mantra, bensì l a qualità della vibrazione sonora che esso produce, ed è questo aspetto che rende i mantra uno strumento universale, la cui validità prescinde da lingua, religione e cultura di chi lo pratica. A seconda del tipo di suono, si va infatti a stimolare parti e centri energetici diversi del nostro essere, con specifici effetti sul piano bioenergetico e sullo stato di coscienza.

Il canto degli armonici (overtone chanting) è una particolarissima tecnica canora tipica del Tibet e della Mongolia Attraverso cui si riescono a produrre con la sola voce sonorità talmente ricche di note, di accordi e di armonici che spesso gli ascoltatori stentano a crederci e pensano che i suoni provengano da un insieme di veri e propri strumenti musicali che suonano assieme. Le sonorità prodotte sono di tale ampiezza e frequenza da trasportare con facilità i partecipanti in limpidi spazi di pura consapevolezza, a più stretto contatto col proprio essere. Al contempo, per il fenomeno di risonanza, il campo bioenergetico umano, immerso in tali sonorità, si innalza e si equilibra, favorendo così anche eventuali processi di guarigione.

I CANTI DELL'ANIMA

Il concerto è interamente basato sulla voce, e più precisamente su canti sacri e mantra provenienti da varie culture e tradizioni spirituali: dal cristianesimo all'islam, dall'induismo al buddismo, dai nativi americani ai popoli dell'Africa. Dopo aver distribuito a ciascuno un foglio contenente le parole dei canti e dei mantra, il conduttore inizia a cantarli, e il pubblico fa coro. All'inizio una frase per volta, per semplificare l'apprendimento delle melodie, peraltro assai semplici, e poi via via di seguito. Sia i testi che le melodie sono elementari, il che va a vantaggio dell'immediatezza, senza nulla togliere all'effetto, che anzi è di grande presa anche emotiva.

Ad un certo momento, quando l'atmosfera è pronta, si abbandonano i sentieri già tracciati e ci si avventura nell'improvvisazione corale: una esperienza di libera espressività tra le più belle che si possano fare nel campo del canto. La grande esperienza di Enrico Cheli nel facilitare gruppi e il clima meditativo creato dai precedenti canti e mantra rende questa esperienza incredibilmente semplice e naturale: l'improvvisazione senza vincoli ed il clima di caldo sostegno e di totale assenza di giudizio permette alla nostra interiorità di esprimersi liberamente, così da rientrare finalmente in contatto con noi stessi, con la nostra anima, troppo spesso dimenticata.