Conoscenza di Sé

Il tempio di Delfi riportava all'entrata l'iscrizione "Conosci te stesso" e le scuole iniziatiche della Grecia, dell'Egitto e dell'Oriente avevano in tale obbiettivo la loro stessa ragione di esistere. Le persone ignoranti e superficiali, come pure quelle assillate da problemi di sopravvivenza, non si ponevano neppure la questione, ma gran parte di coloro che erano dotati di sufficiente intelligenza ben capivano di conoscere solo una minima parte di se stessi, quella più meccanica, formata dalle convenzioni sociali e dai condizionamenti, dalle maschere e dalle abitudini, insomma la parte che meno merita l'appellativo di "umana".

(dal libro di E. Cheli, Percorsi di consapevolezza, Xenia edizioni, pp. 3-5)

Quando ci innamoriamo, quando ci arrabbiamo, quando prendiamo delle decisioni, in realtà siamo spesso mossi da desideri e paure inconsce, da condizionamenti sociali, da imprintings familiari o nazionali, da modelli di comportamento che abbiamo interiorizzato in modo coatto e inconsapevole. Un secolo fa, grazie a Freud, si è scoperto che una vasta area del nostro essere - l'inconscio - ci è del tutto sconosciuta e nondimeno influenza largamente la nostra esistenza, in bene e in male. Jung ha poi allargato il concetto, ipotizzando che oltre al sub-conscio - la zona oscura sede dei traumi, delle paure e delle ombre - esista anche un inconscio collettivo, sede di archetipi che influenzano l'intera umanità. Infine altri studiosi ancora (Assagioli, Maslow, Wilber etc.) hanno proposto l'esistenza di un Super-conscio, vale a dire una zona anch'essa fuori dalla nostra coscienza ma niente affatto oscura, anzi assai luminosa, sede dei tratti più elevati dell'essere umano: i nostri bisogni esistenziali più profondi e importanti, le nostre caratteristiche più vere, i nostri sentimenti migliori e i nostri talenti più preziosi.
Per riassumere, il sub-conscio è la sede di ciò che riteniamo troppo brutto o doloroso per poterlo ammettere alla coscienza; il super-conscio contiene invece ciò che riteniamo troppo bello per essere vero e nostro; la coscienza infine contiene quella ristretta parte di noi stessi che i valori e le credenze della nostra cultura ci permettono di ammettere senza vergogna né scetticismo.
Noi abbiamo coscienza solo di una minima parte di noi stessi, mentre sappiamo poco o nulla di ciò che sta al di sotto della coscienza (il sub-conscio), di ciò che sta al di sopra (il super-conscio) e di ciò che sta attorno (l'inconscio collettivo). Possiamo però colmare queste lacune e esplorare questi mondi interiori, ed è un viaggio che vale la pena di fare perché lì risiedono molte delle cause dei propri problemi e molte delle capacità utili a risolverli.

(dal libro di E. Cheli, L'età del risveglio interiore, Franco Angeli editore)